Come ridurre le zampe di gallina intorno gli occhi

Le cosiddette rughe a "zampe di gallina" sono quelle sottili linee che si formano intorno agli occhi. Sono antiestetiche e rivelano più di ogni altre l'età della persona. Sono dovute sicuramente all' età ma anche ad una certa abitudine a "strizzare" e succhiudere gli occhi quando c'è luce e sole.

Come ridurle? Lasciando per il momento da parte un lifting del viso, procedura piuttosto invasiva che comporta l'uso del bisturi del chirurgo estetico, possiamo optare per i filler dermali. Uno di questi, molto efficace è sicuramente l'acido ialuronico per infiltrazioni (costo a fiala 400-500 euro da ripetere dopo 5 mesi e durata dei risultati variabile fino a 10 mesi), ma anche la terapia con il botulino o botox riduce la contrazione dei muscoli che favoriscono queste rughe, che spesso non sono da invecchiamento ma semplicemente da espressione (costo a fiala circa 500 euro da ripetere dopo 4-6 mesi). In realtà il botulino da protocollo è indicato solo per le rughe glabellari, quelle che si formano verticalmente in mezzo alla fronte, ma sono in molti a proporlo contro le zampe di gallina. 
Attenzione all' uso comunque.

 In alternativa, si ricorre al laser a luce pulsata Regenlite, un trattamento più duraturo in quanto terapeutico (una seduta al mese per 4-6 volte al costo di 300 euro a seduta). 

Ancora c'è l'acido polilattico (nome commerciale Sculptra) (prezzo di 400-500 euro a seduta da ripetere una volta al mese per 4 volte). Anche in questo caso si tratta di un filler dermale non permanente, i cui effetti durano circa 4-5 mesi. A questo trattamento si può associare qualche seduta di RF radiofrequenza estetica (200 euro a seduta da ripetere dopo 2-3 settimane per 6-10 volte) o infrarossi (400-500 euro a seduta da ripetere dopo 4 settimane ripetute per 6 volte) per migliorare il tono cutaneo

Cicli di bio rivitalizzazioni con micro iniezioni di sostanze idratanti restituiscono alla pelle e alle rughe intorno agli occhi elasticità e compattezza (una seduta ogni due settimane. Costo: circa 200 euro a seduta) oppure, per chi volesse ricorrere a un trattamento senza aghi, molto efficace è la tecnica di Veicolazione transdermica più micro derma abrasione (una seduta ogni due settimane. Costo: circa 200 euro a seduta).

Tumore al Seno, reggiseno stretto e altri miti da Sfatare

Sono tanti i miti da sfatare a proposito delle cause che portano a sviluppare un tumore al seno. Ci sono le donne ad esempio che pensano che il reggiseno stretto fa venire una neoplasia, una persona su 3 intervistata per uno studio presentato a Chicago, al summit dell'American Society of Clinical Oncology ad esempio.
Uno studio condotto in Irlanda sulle false leggende del tumore al sene mette in mostra che la confusione dilaga, sfiorando in molti casi la leggenda metropolitana. «C'è un'ampia fetta di popolazione male informata sui fattori di rischio oncologico», riassumono gli autori. In generale, «molti sopravvalutano il peso della genetica come pure di ambiente e stress. Mentre i pericoli legati all'età, all'obesità e al sole sono sottovalutati».

L'atteggiamento che prevale è il fatalismo: una persona su 5 ritiene che il rischio di ammalarsi di cancro nel corso della vita non possa essere modificato, e per più di uno su 10 riuscire a evitare il tumore è solo una questione di fortuna. L'indagine ha coinvolto 525 persone dai 18 ai 74 anni, in maggioranza donne (86%). L'81% ammette di avere paura del cancro, ma il 20% ritiene che se il rischio è 'di famiglià non c'è nulla che si possa fare per dribblare la malattia. E ancora: il 20% non sa che la probabilità di sviluppare un tumore cresce con l'età, il 27% crede che più della metà dei tumori siano ereditari e appena il 32% è consapevole dei pericoli legati all'obesità.


I 5 fattori di rischio più citati sono fumo (85%), dieta (74%), alcol (44%), genetica (38%) e ambiente (31%), ma nella lista ci sono anche reggiseno stretto (33%) e traumi al seno (49%), telefoni cellulari (86%) e i cibi più svariati (formaggio, latte, cioccolato, uova e addirittura i 'virtuosì soia e vino rosso), compresi gli alimenti geneticamente modificati (81%). Nell'elenco dei 'cattivì ci sono pure detersivi (73%) e l'uso di aerosol (71%). E per non ammalarsi? Il 35% cita la dieta 'detox', il 61% i cibi biologici e il 12%, per l'appunto, la fortuna.

Per quanto riguarda i fattori di rischio reali per sviluppare un tumore al seno un nuovo studio, http://www.washingtonpost.com/national/health-science/study-finds-breast-cancer-risk-in-women-treated-with-radiation-as-kids-even-at-lower-doses/2012/06/04/gJQAplGMDV_story.html , presentato sempre all' American Society of Clinical Oncology mette in correlazione le radiazioni al torace fatte anche in giovane età da donne e lo sviluppo di cancro al seno.