Guarire con l' Omeopatia
Omeopatia – È un metodo di cura e prevenzione delle malattie scoperto da C.F.S. Hahnemann (Meissen 1755- Parigi 1843) agli inizi del XIX secolo. Suo principio fondamentale è la legge di similitudine: ogni malattia può essere guarita utilizzando a piccole dosi quella sostanza che, somministrata ripetutamente ad un individuo sano, è stata in grado di provocare sintomi simili a quelli da curare. Le sostanze comunemente utilizzate a scopo terapeutico provengono dai tre regni della natura: vegetale, animale e minerale. Tutte sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e scuotimento, che ha il fine di eliminarne le proprietà tossicologiche, esaltandone quelle terapeutiche.Le diluizioni omeopatiche sono conosciute anche come potenze. Le varie diluizioni sono preparate attraverso un processo di diluizione seriale con succussione (cioè con scosse vigorose). Esistono due serie principali di diluizione: quella decimale (diluizioni per dieci, indicate con x) e quella centesimale (diluizioni per cento, indicate con c). Tali diluizioni sono ritenute ultramolecolari in quanto sono portate a un grado tale che, probabilmente, non rimane neppure una singola molecola della sostanza di partenza. L'affermazione che queste diluizioni mantengano un'attività specifica è la ragione principale della controversia scientifica intorno all'omeopatia. Medicina cinese - Il fondatore è Shen Nong. Vissuto all’incirca nel 3000 a.C., quest’imperatore iniziò la coltivazione dei cinque cereali (frumento, grano, miglio giallo, riso, fagioli neri), sperimentò per primo le piante che mantengono la salute e che curano le malattie, pose le basi della diagnosi e della terapia medica. Il più antico trattato di medicina risale al 2650 a.C. ed è intitolato Nei Jing. Le prime terapie furono l’agopuntura e la moxa che si svilupparono notevolmente in tutta la Cina; dove attualmente vi sono molte università, case di cura, istituti di ricerca specializzati in medicina cinese, la cui diffusione nel mondo riguarda circa cinquanta paesi, compresa l’Italia.
Esenzioni per prestazioni mediche
ESENZIONI PER REDDITO:Assistiti di età minore di 6 anni e maggiori di 65 anni,con reddito
familiare lordo complessivo inferiore a 36.151,98 Euro.
Disoccupati e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a Euro 8.263,21, incrementato a euro 11.362,05, se con coniuge a carico,e incrementato di Euro 516 per ogni figlio a carico.
Titolari di assegno (ex pensione) sociale e loro familiari a carico.
Titolari di pensione al minimo ultrasessantenni e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a Euro 8.263,31, incrementato a Euro 11.362,05 se con coniuge a carico, e incrementato di Euro 516 per ogni figlio a carico.
familiare lordo complessivo inferiore a 36.151,98 Euro.
Disoccupati e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a Euro 8.263,21, incrementato a euro 11.362,05, se con coniuge a carico,e incrementato di Euro 516 per ogni figlio a carico.
Titolari di assegno (ex pensione) sociale e loro familiari a carico.
Titolari di pensione al minimo ultrasessantenni e loro familiari a carico con reddito familiare inferiore a Euro 8.263,31, incrementato a Euro 11.362,05 se con coniuge a carico, e incrementato di Euro 516 per ogni figlio a carico.
ESENZIONE PER INVALIDITÀ E CATEGORIE PROTETTE
Invalidità:Guerra,Lavoro,Servizio,Civili.
Esenzione per stato di gravidanza:In epoca pre-concezionale,Gravidanza ordinaria (dalla 1ª settimana alla 41ª), Gravidanza a rischio.
ESENZIONE PER PATOLOGIE CRONICHE ED INVALIDANTI:
Affezioni del sistema circolatorio; Anemia emolitica acquisita da autoimmunizzazione; Artrite eumatoide; Asma; Anoressia nervosa, Bulimia; Celiachia; Cirrosiepatica, Cirrosi biliare; Colite ulcerosa e Malattia di Crohn; Demenze; Diabeto mellito, Diabete insipido; Dipendenza da sostanze stupefacenti; Epatite cronica (attiva); Epilessia; Fibrosi cistica e Infezioni da HIV; Insufficienza cardiaca; Insufficienza corticossurenale cronica (Morbo di Addison); Insufficienza renale cronica; Insufficienza respiratoria cronica; Glaucoma; Iperparatiroidismo, Ipoparatiroidismo; Ipertensione arteriosa; Ipercolesterolemia familiare; Ipotiroidismo congenito, ipotiroidismo acquisito (grave); Lupus eritematoso sistemico; Malattia di Alzheimer; Malattia di Sjogren; Malattie ipertensive (II e III stadio O.M.S.); Malattia o sindrome di Cushing; Miastenia grave; Morbo di Basedow; altre forme di pertiroidismo; Morbo di Buerger; Morbo di Paget; Morbo di Parkinson e altre malattie extrapiramidali; Nanismo ipofisario; Neonati prematuri; Neuromielite ottica; Pancreatite cronica; Psicosi; Psoriasi; Sclerosi multipla; Sclerosi sistemica (progressiva); Soggetti affetti da patologie neoplastiche maligne; Soggetti affetti da pluripatologie con compromissione di più organi; Soggetti in attesa di trapianto; Soggetti sottoposti a trapianto; Soggetti nati con condizioni gravi di deficit fisici, sensoriali e neuro psichici; Spondilite anchilosante; Tubercolosi; Tiroidite di Hashimoto.
SOGGETTI AFFETTI DA PATOLOGIE RARE:
Si tratta di 165 patologie elencate specificatamente dal Ministero della Salute. La lista completa può essere consultata nel sito internet www.ministerosalute.it. Tra le più note: l’Albinismo, l’Anemia falciforme, le varie forme di Atassia, diverse distrofie, l’Emofilia, il Favismo, il Malassorbimento congenito di saccarosio e isomaltosio, le Talassemie.
Russare, che fare?
Russare è un disturbo frequente, conseguente ad una difficoltà nella respirazione notturna che può avere origine dal sovrappeso. L’aria inspirata trova degli impedimenti nel passaggio attraverso le vie aeree superiori (naso, gola) e crea un flusso turbolento che mette in vibrazione i tessuti molli della gola: palato molle, ugola, pilastri palatini. Le cause più importanti di restringimento delle vie aeree superiori si identificano nella ostruzione nasale (deviazione del setto o ipertrofia dei turbinati), stenosi concentrica del faringe per obesità, ipertrofia della base della lingua per conformazione anatomica o eccessivo accumulo di tessuto grasso, mandibola di dimensioni ridotte (micrognanzia) o in posizione arretrata (retrognanzia). Il problema può essere risolto con un semplice intervento di chirurgia ambulatoriale (riduzione volumetrica dei turbinati, uvuloplastiche, uvulopalatoplastiche), con coblator a radiofrequenze in anestesia locale, o nei casi più complessi con un intervento di settoplastica e, negli obesi , con dietoterapia.
Arriva la Baby Allergy Card per i bambini allergici
Un rettangolo di cartoncino plastificato di 9 cm x 6 cm. Un'idea semplice. Come molte di quelle che spesso, invece, possono salvare la vita di un bambino. E' la "Baby Allergy Card", un tesserino salvavita da portare sempre con sé, ideata dagli esperti dell'ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, punto di riferimento a livello internazionale per la salute dei bambini e degli adolescenti, e presentata in occasione della recente "Seconda giornata per il Bambino Allergico".Sul fronte del cartoncino, sono indicate le generalità del bambino e le allergie da cui è affetto. Sul retro, invece, un breve vademecum di pronto intervento in caso di reazione allergica: quali i sintomi? Cosa fare? A chi rivolgersi? Come somministrare i primi soccorsi in caso di shock anafilattico, prima dell'arrivo in un centro specializzato? Stando ai dati più recenti, le allergie possono essere considerate – a ragione - un'emergenza sanitaria del terzo millennio, specie nei Paesi più sviluppati: 80 milioni di persone sono affette da allergie in Europa; e ne soffre il 26% della popolazione italiana. Le allergie occupano, infatti, il terzo posto nella lista delle malattie croniche con un incremento allarmante. L'incidenza della sola asma bronchiale è raddoppiata negli ultimidieci anni. Oggi 1 bambino su 10 soffre di sintomi asmatici e 1 bambino su 3 soffre di allergie. Il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni ha sofferto o soffre di raffreddore allergico; il 2-6% della popolazione soffre di allergie alimentari; il 7,5%-15% dei bambini tra i 12 e i 24 mesi presenta intolleranze alimentari.
In questo scenario la "Baby Allergy Card", si inserisce come iniziativa pilota per offrire un supporto concreto e tangibile per aiutare anche chi non ha competenze mediche a riconoscere con immediatezza i sintomi più gravi di una crisi allergica e per evitare che imperizia o impreparazione di chi in quel momento vigila sul bambino possano portare a esiti drammatici. La card individuale delle allergie, ovviamente è un primo passo sul fronte di questo tema ma molto resta ancora da fare.
Come gestire il verde intorno alle scuole per limitare i rischi per i bambini allergici ai pollini? Come scoraggiare il fumo attivo e passivo negli ambienti scolastici? Come tutelare efficacemente il diritto alle cure d'emergenza dei bambini che soffrono di gravi allergie? Sono queste alcune domande che anora restano senza risposte da parte delle istituzioni.
ecografia pediatrica e prenatale
Uno degli obiettivi primari della radiologia pediatrica è quello di ottenere informazioni diagnostiche erogando al piccolo paziente la minor dose possibile di radiazioni ionizzanti. L’ecografia è spesso in grado di guidare la gestione clinica del bambino senza ricorrere a metodiche radiografiche. Evidenziando numerosi vantaggi: non emette radiazioni ionizzanti; evidenzia fin dalla nascita sia le parti cartilaginee sia le parti scheletriche componenti le articolazioni; non richiede attrezzature molto costose; è di facile utilizzo.La specifica capacità della diagnostica ecografica di produrre immagini in tempo reale consente inoltre di studiare correttamente anche pazienti non cooperanti, durante il pianto o incapaci di trattenere il respiro, come spesso accade nel paziente pediatrico. Un ulteriore vantaggio dell’ecografia sulle altre metodiche di imaging in pediatria è legato alle dimensioni del paziente. Per la fisica degli ultrasuoni, ad una maggiore definizione dell’immagine corrisponde una minore capacità di penetrare i tessuti da studiare. Nel lattante e nel bambino così, in virtù degli esigui spessori corporei e della minor quantità di tessuto adiposo retroperitoneale, è possibile utilizzare sonde ad alta risoluzione anche nello studio di strutture profonde, con evidenti vantaggi diagnostici. Nel bambino inoltre, grazie alla presenza di ampie porzioni scheletriche non ancora ossificate,è possibile studiare con l’ecografia anche strutture come l’encefalo, il midollo spinale e le grandi articolazioni, nell’adulto accessibili solo a metodiche più invasive o costose, quali la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata.
E’, ad esempio, la metodica di scelta per l'esame del sistema nervoso centrale nel neonato: l’ecografia è oggi regolarmente utilizzata per valutare e seguire nel tempo tutti i neonati ad alto rischio. Numerosi studi longitudinali hanno confermato inequivocabilmente le capacità predittive dell'ecografia in epoca perinatale sullo sviluppo neuropsicologico del neonato. Numerose sono le indicazioni ad un esame ecoencefalografico, specie nel neonato di età gestazionale inferiore alle 34 settimane, nei confronti del quale si consiglia un esame alla prima, seconda e terza settimana, poiché i segni neurologici sono ancora assai poco specifici o addirittura assenti.
L'ecoencefalografia si è inoltre dimostrata utile nella diagnosi di infezioni pre e postnatali, di malformazioni e tumori cerebrali. Come ogni tecnica diagnostica specialistica, l'ecoencefalografia deve essere integrata nella valutazione clinico-strumentale globale del piccolo paziente.
L'ecografia del midollo spinale, poi, è particolarmente agevole nel neonato e nel lattante, grazie alla presenza di un arco vertebrale non ancora ossificato, ed è possibile esaminare in breve tempo il midollo spinale in tutta la sua estensione, dalla giunzione craniocervicale alla cauda equina. Questo esame diviene via via più difficoltoso, con l'aumentare dell'età del paziente, per la progressiva ossificazione dell'arco vertebrale.
I dolori addominali rappresentano uno dei più frequenti sintomi in età pediatrica. Spesso non è possibile stabilirne la causa, soprattutto nei casi di dolori addominali ricorrenti. Questa situazione è in egual modo frustrante per il bambino, i genitori e il medico.
L'ecografia può essere dirimente in alcuni casi, in rapporto alla presenza di alcuni fattori tra i quali: dolore addominale acuto, dolore localizzabile, età e sesso del paziente, presenza di corredo sintomatologico (febbre, vomito, anemia, turbe dell'accrescimento, status post-operatorio). In età pediatrica bisogna inoltre considerare la possibilità di dolori addominali riferiti in corso di patologie interessanti organi distanti (per esempio polmonite, tonsillite). L'esame ultrasonografico sarà più frequentemente significativo in corso di dolori addominali acuti: urolitiasi, calcolosi della colecisti, pancreatite, traumi addominali chiusi, infezioni acute delle vie urinarie, ematocolpo, torsione di cisti ovarica, invaginazione intestinale, ascesso in corso di peritiflite, appendicite. Nell'ambito della patologia gastroenterica, l'ecografia svolge un ruolo importante soprattutto nello studio del reflusso gastroesofageo, mentre risulta meno utile in altre patologie, come l'ernia iatale, l'acalasia, eccetera. Nel bambino piccolo le infezioni delle vie urinarie costituiscono, dopo i “dolori addominali”, la più frequente indicazione all'esame ecografico dell'addome. La presenza di ampie porzioni dell’apparato scheletrico non ancora ossificate e quindi radiotrasparenti, quali le metafisi fertili (altamente radiosensibili) e le regioni epifisarie, unita agli spessori ridotti dei ventri muscolari e dei tessuti molli rende l’ecografia la metodica di prima istanza nello studio delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico nel bambino.
La diagnosi precoce dei disturbi di maturazione dell'articolazione dell'anca (displasie), e soprattutto della lussazione dell'anca, è un problema di massima importanza per pediatri e ortopedici. L’ecografia dell’anca neonatale ha completamente mutato il comportamento diagnostico e l'atteggiamento prognostico e terapeutico nei confronti della displasia congenita dell'anca (DCA). Fino agli anni Ottanta, per fare diagnosi di displasia congenita dell'anca, si eseguiva un radiogramma del bacino dopo il IV mese di vita del neonato. Oggi, grazie all'ecografia, alla stessa età si ottiene la normalizzazione di un'anca displasica diagnosticata alla nascita.
mens sana in corpore sano il corpo è lo sfondo di tutti gli eventi psichici
La locuzione latina Mens sana in corpore sano (lett. Una mente sana in corpo sano) è oggi utilizzata come un modo per esprimere il concetto di cura del proprio corpo affinché la nostra anima vi ci alberghi nel migliore dei modi possibili. La frase è tratta dalle satire di Giovenale, ma in realtà lo scritto è tutto volto a mostrare la vanità dei valori e dei beni (ricchezza, potere, successo, onore…) che gli uomini affannosamente cercano di ottenere. Solo l’uomo saggio si rende conto che tutto ciò è effimero e dannoso.Nell’intenzione del poeta l’uomo non dovrebbe aspirare che a due beni soltanto: la sanità dell’anima e la salute del corpo, queste dovrebbero essere le uniche due richieste da volgere alla Divinità. Ritornando però all’accezione moderna vorrei provare a compiere una sorta di “rivoluzione copernicana” quindi abbiamo detto che un corpo sano e in salute aiuta la mente a dare il meglio di sé, ma io sono convinta che sia più vero il contrario e che quindi una mente/animo sano aiutino il corpo a funzionare meglio. Il nostro corpo agisce come una valvola di sfogo: stati emotivi negativi, non gestiti e spesso repressi, assumono la forma di sintomi, di disturbi fisici fino a degenerare in vere e proprie patologie. Ma il punto che mi preme sottolineare, soprattutto nel nostro giornale che si occupa appunto di Salute e Benessere, è che si possono osservare per il corpo tutte le cure del caso, per la sua bellezza come per la sua sanità, ma se ci sono cose che ci turbano: sentimenti negativi, ansie e paure, non riusciremo mai a raggiungere quello stato di equilibrio e benessere a cui tutti aneliamo. A tal proposito, è esperienza abbastanza comune per ognuno di noi quella di identificare le emozioni provate in base a sensazioni fisiche; così ci capiterà di sentire il cuore in gola o lo stomaco chiuso quando aspettiamo con ansia e un po' di timore il verificarsi di un evento tanto atteso, oppure impallidiremo e ci sembrerà di essere paralizzati dalla paura di fronte ad un evento spaventoso, oppure ancora arrossiremo e tremeremo di rabbia di fronte ad un grave torto subito. Riflettendo su queste ed altre analoghe esperienze può risultare cosa scontata sostenere che il corpo è lo sfondo di tutti gli eventi psichici e quindi considerare del tutto logico la presenza di uno stretto legame tra mente e corpo o, ancor più, considerare del tutto scontata l'unità somatopsichica dell'uomo.
…S'alzò fra loro l'eroe figlio d'Atreo, il molto potente Agamennone, infuriato; tremendamente precordi, neri di bile intorno, erano gonfi, gli occhi parevano fuoco lampeggiante
(Iliade, I, 101-104)
In questi pochi versi, Omero descrive magistralmente i cambiamenti che avvengono nel corpo d’Agamennone nel momento in cui il condottiero è in preda ad una violenta ira. Da tutte queste considerazioni appare evidente quanto sia importante che ci disponiamo a guardarci come soggetti che soffrono e godono nell'interezza della psiche e del corpo, opponendoci a quella cultura che è venuta perdendo il senso dell'unità soma-psiche e che spesso si occupa più di curare l'estetica e le apparenze che le passioni e i sentimenti che le determinano. In epoca assai più recente, rispetto ad Omero, lo scrittore americano Nathaniel Hawthorne rifletteva lo spirito del suo tempo quando, prima del 1860 scriveva: "Una malattia che noi consideriamo qualcosa di completo in se stessa, può dopo tutto non essere che un sintomo di qualche sofferenza in campo spirituale"; e in altre pagine aggiungeva "Il medico considera essenziale conoscere l'uomo prima di tentare di curarlo. Dovunque vi siano cuore e intelletto, queste parti dell'uomo coloriscono le malattie della sfera fisica con le loro caratteristiche ".